25 agosto 2010

Il Pinot “Cenerentola”

Pinot Bianco maturo

Ricordo quando da bambino la Franciacorta era nota poco oltre i propri confini, e tutti quanti eravamo meno esigenti e molto più ignoranti in vitivinicoltura. Erano gli anni che il vino “di qui” si chiamava “Pinot di Franciacorta”.
La DOC Franciacorta del 1967 prevedeva infatti l’impiego di Chardonnay, di Pinot Nero, di Pinot Bianco e anche di Pinot Grigio (poi escluso). Quanti Pinot, e che fine hanno fatto?
Il Pinot Nero, anche grazie al successo dei Rosé, vive un momento di auge; comunque il suo uso per ottenere importanti vini base  metodo classico non lo abbiamo certo inventato noi!
Ma il meno noto dei Pinot, quello Bianco, nessuno ne parla mai in Franciacorta. Eppure qualche azienda storica ne ha sempre fatto uso, magari in sordina.
Noi a il Mosnel lo conosciamo bene. Dal 1968 ad oggi il Pinot Bianco ha sempre giocato un ruolo non indifferente nella creazione delle nostre Cuvée. Nostra madre, che ha seguito l’azienda dagli albori della denominazione, ha sempre amato questo vitigno, anche se difficile, in campagna come in cantina. Il Pinot Bianco più dello Chardonnay  tende ad affastellare i tralci, ha grappolo serrato e compatto, ha acini dalla buccia sottile che temono particolarmente l’eccesso di pioggia. In cantina può dare grandi soddisfazioni, ma non ammette errori, alla prima dimenticanza, sia profumo che sapore scompariranno come per maledizione.
Noi abbiamo 8 ettari, il 20% del totale dei nostri vigneti, piantato con il più ”pallido” tra i Pinot, e siamo felicissimi che sia così, non solo, ma siamo convinti che parte dei traguardi qualitativi da noi raggiunti siano dovuti proprio alla importante presenza di questo vitigno nelle nostre basi. Infatti il Pinot Bianco è chiaramente meno aromatico, caldo, con  meno note di frutta matura rispetto allo Chardonnay; ma è molto  più delicato, floreale, elegante, ha ottima persistenza ed una differente mineralità che lo caratterizza.
Noi de il Mosnel cerchiamo di combinare le caratteristiche positive dei vari vitigni per renderli sempre più ricchi di sfumature e piacevoli per i sensi.
Beh, comunque non mi sembra che siamo gli unici al mondo a creare le Cuvée dall’unione di Chardonnay con due differenti Pinot…

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