Le proposte

Thomas Berloffa

proposte1

Le tre lettere “QdE” diventano etichetta creando una forma originale e fortemente riconoscibile. I caratteri sono incisi sul supporto cartaceo tramite taglio laser. Un risultato elegante e rispettoso della grande tradizione Mosnel ottenuto con lavorazioni all’avanguardia.

Stefano Castiglioni

proposte2

Ho scelto di realizzare un segno grafico, partendo dalla tipografia, privilegiando quelle che possono essere informazioni utili all’utente, nel modo più informale possibile (etichetta può essere definita come quel qualcosa posto su di un qualsiasi contenitore che identifica e descrive il contenuto) e tralasciando quelle descrizioni “romantiche” sui profumi e abbinamenti cibo/vino, che ritengo siano del tutto soggettive. Visivamente il fulcro dell’etichetta è l’anno. La scelta è data dal fatto che un Brut del ‘98 merita di essere messo in evidenza. Il carattere utilizzato per i testi è un’Helvetica, in tutte le sue forme (Thin, Light, Regular e Bold). Condivido con altri che tutto si possa dire in Helvetica (“Ti amo” scritto in Helvetica Bold è molto passionale, in Helvetica Light è molto delicato). La dimensione dell’etichetta così come la sua inclinazione, sono date dai rapporti aurei presenti in natura. La tampografia (garantisce ottimi risultati di stampa anche in corpi molto piccoli e sottili), unita alla ceralacca e alla striscia di carta scritta a mano, accentua il senso di unicità del prodotto.

Hangar Design Group

proposte3

Quando abbiamo ricevuto l’invito a progettare la veste grafica di un prodotto raffinato ed importante qual è il Mosnel, l’abbiamo accolto con particolare piacere ed interesse. La funzione che l’etichetta ricopre, è quella del riconoscimento, del richiamo, dell’identificazione del prodotto, è un attestato di garanzia e proposta commerciale, ma allo stesso tempo deve essere la definizione di uno stile, la costruzione di un’immagine, la ricerca di distinzione ed espressione di gusto raffinato e avvincente. Sin dall’antichità l’uso di queste targhette ha affascinato e incuriosito; molti si sono cimentati nella loro creazione, facendola diventare uno strumento grafico, non solo informativo, ma anche un piccolo scorcio in cui si possono vedere dipinte informazioni legate ai luoghi, alla storia e all’idea del vino; piccole opere d’arte che decorano e che diventando col tempo oggetti da collezione ricercati e raffinati.
Per quanto ci riguarda, abbiamo cercato di interrogarci su cosa volevamo ottenere da essa, cosa volevamo trasmettere. Abbiamo indagato metodologie diverse; ci siamo chiesti come puntare su di essa l’attenzione, al fine di renderla unica, mantenendo tuttavia un imprinting tradizionale che rispecchiasse comunque il brand che rappresenta. Il Mosnel Franciacorta si contraddistingue con la produzione in 360 bottiglie numerate in formato Magnum; ed è proprio su questo concetto di edizione limitata che abbiamo puntato la nostra attenzione. Abbiamo in un primo momento, cercato di distinguere l’idea grafica da quella concettuale, suddividendo in due step la fase progettuale. Ci siamo domandati quale potesse essere l’idea, il simbolo che più di ogni altro rappresentasse l’identità del Mosnel attraverso questo numero. Abbiamo quindi giocato sul concetto di riproducibilità limitata, che va a impreziosire l’etichetta agli occhi del collezionista e ne aggiunge valore. Tale concetto è stato espresso non solo attraverso il simbolo grafico della bottiglia (segno semplice intuitivo ma anche esplicito nel suo significato); ma anche attraverso la rappresentazione numerica: come le bottiglie vere contengono il vino, così le nostre piccole riproduzioni, racchiudono al loro interno questo gruppo di numeri. Colui che acquista una di queste bottiglie, viene in possesso non solo del vino ma di pezzo unico, entrando a far parte di un piccolo e selezionato universo di estimatori.
Per la realizzazione grafica, ci siamo ispirati alle proprietà organolettiche del vino stesso: un vino dall’aroma maturo e complesso, ma allo stesso tempo delicato, dal sapore pieno e asciutto con vena acidula che esprime classe ed eleganza. Questo ha portato alla realizzazione di una grafica che mantiene un’identità visiva coerente e chiara con un’immagine che riproduce l’idea di tradizione usata da “il Mosnel”, garantendo all’osservatore la riconoscibilità del brand, attraverso l’utilizzo dello stesso font e del colore tipico del marchio. Pulizia, nitore e tradizione sono stati così reinterpretati in modo contemporaneo.
Infine, quella che proponiamo per l’etichetta è una carta speciale, che nel settore enologico viene spesso usata per le sue caratteristiche tecniche e qualitative di altissimo livello, può essere infatti sottoposta a particolari trattamenti che la rendono resistente all’umidità, all’invecchiamento e garantiscono una migliore tenuta nel tempo. Il suo colore tenue è riconducibile alle tradizionali etichette del Mosnel.

Monica Giorgetta

proposte4

La forma
L’elemento tondo che incornicia lo stemma araldico in alto e il fregio in basso è stato mantenuto nell’etichetta, in quanto già elemento presente nella capsula oro e nel collarino nero. La forma tonda costituisce un elemento visivo importante nell’immagine coordinata Il Mosnel, essendo presente e ricorrente in tutte le etichette dei vini attuali e nell’immaginario di corporate. Gli elementi presenti sono stati ridimensionati in funzione della dimensione dell’etichetta per le bottiglie in formato Magnum.

L’immagine
È costituita da un decoro grafico simmetrico dove i tralci, i filamenti e le gemme costituiscono il visual dell’etichetta, incorniciando e valorizzando il testo che diventa parte integrante del visual. Il logo Il Mosnel è protagonista, al centro, nella composizione grafica. Contrapposta al simbolo araldico, la foglia che quasi affiora dal delicato fondo colore dell’etichetta, sovrastata da un delicato filamento a rilievo braille, lucido. Piccoli, ideali acini in dimensione degradante ricordano inoltre la fine e delicata spuma e il vivace perlage del prodotto.

La stampa
Il tenue fondo color avorio, caldo, sulla leggera texture della carta dell’etichetta, si lega al colore dorato presente sulla capsula e sul logo Il Mosnel stampato in oro a nastro, opaco, mentre il nome del prodotto è previsto in verde scuro, il colore del vetro della bottiglia. È un’etichetta “tattile” dove i ridimensionali rilievi a punzone bianchi opachi di tralci e gemme si intersecano e si fondono con il sottile rilievo lucido e giocoso dei filamenti che sovrastano la foglia, al centro. Il particolare trattamento, la stampa braille, lucida, conferisce luminosità all’etichetta oltre al colore oro della stampa a nastro del logo.

Tommaso Maggio

proposte5

A tutto tondo 01
L’obiettivo in questa etichetta è quella di esaltare l’annata. 1998 questo è quanto si vuol far leggere in prima battuta, l’oro e la trasparenza si combinano realizzando una ritmica leggerezza a rimando della degustazione che ci attende.

A tutto tondo 02
Nero & Oro in un connubio di lucido/opaco, non ho bisogno di altre informazioni, una qualità tatuata sulla pelle della bottiglia. Un concetto forte, un’attesa che non può andare oltre, non rimane che aprire e degustare.

A tutto tondo 03
L’eleganza è il primo obiettivo di questa etichetta che si permette il lusso di contrapporre nero lucido con un nero opaco, il logo Mosnel ne beneficia catturando l’occhio al primo sguardo, il piccolo testo bianco a scandire un tempo senza tempo.

A tutto tondo 04
Riecheggiano i classici colori delle bottiglie di spumante, la carta vergata si contrappone dolcemente ai testi 1998 e Mosnel dorati/lucido … intramezzati da una nota di testo in grigio, un etichetta da accarezzare, a sigillo di una grande qualità.

Note tattili
L’idea è stata quella di rendere l’impatto visivo con la bottiglia un momento di solleticante curiosità, di qui la scelta di adottare l’alfabeto braille. Bisogna avvicinarsi bene, toccarla con mano, portarla a se per comprenderla a pieno. Un gioco di superfici che lavora su due livelli, ottico e tattile … forse enigmatico a prima vista, ma di sicura eleganza a sottolineare un marchio che non ha necessità di spiegazioni per sottolineare la sua eccellenza.

Stefania Scaradozzi

proposte6

La storia della parola Mosnel, legata al lavoro di bonifica effettuato dai monaci cistercensi ci ha ricondotto alle analisi di Gilles Clément e alla sua creazione del concetto di “Terzo Paesaggio”. Partire da un’opera per recuperare la storia del territorio e quindi del vino, dividerla in 360 parti uguali, realizzare etichette uniche facenti parte di un unico tutto: è questo il concetto portante del progetto. Arte e Vino è un binomio consolidato ma non per questo scontato, e lo slancio innovativo e spiazzante di sezionare un’opera d’arte per conferire unicità e pari dignità artistica ad ogni bottiglia enfatizza e concretizza l’individualità del segno senza snaturare o prevaricare sul marchio. Nella confezione del vino viene inserita una copia dell’opera totale in serigrafia numerata corrispondente al numero di bottiglia. In questo modo il rapporto tra tiratura limitata di bottiglie e tiratura numerata di un’opera d’arte raggiungono il perfetto equilibrio.

Monica Zaffini

proposte7

La tradizione tipografica italiana come fonte d’ispirazione per comunicare di un vino di grande classe ed eleganza, che della tradizione e della qualità ha fatto i suoi punti di forza. L’etichetta proposta è interamente giocata sull’accostamento (legature stilistiche) delle lettere “F” e “B”, iniziali di Franciacorta e Brut.
La “F” le cui forme ricordano quelle tradizione classica, disegnata a partire dal Bodoni poster (Giambattista Bodoni e Chauncey H. Griffith, 1790), la “B” più geometrica, essenziale e contemporanea. Le due lettere sono state abbinate e unite fino creare un contenitore unico, una nuova forma geometrica, un segno di forte impatto visivo, sagomato e fustellato sul disegno del carattere. Il testo, impaginato in verticale, diventa metafora delle bollicine di spumante che dal basso salgono verso l’alto. Il carattere scelto per la composizione dei testi “di servizio” è l’Helvetica Neue (Max Miedinger, 1957), un “classico “moderno” che si sposa piacevolmente con le linee morbide del contenitore “FB”. Anche la scelta dei colori privilegia la tradizione e la sobrietà. Il bianco e il nero, classici nella tipografia. L’oro ricorda il colore del vino ed è il simbolo e sinonimo di valore, rarità, eleganza e di un raffinato gusto artistico. Cin cin! Brindiamo alla tradizione, alla tipografia e al buon vino!